Il Reggimento approda su Battlefield 1

Dopo 3 anni di onorato servizio su Battlefield 4, il Reggimento affila la baionetta e si tuffa nel caos della prima guerra mondiale su Battlefield 1.
I nostri fighter sono già in volo, i nostri tank sono già sugli obiettivi pronti a fare pulizia… speriamo non sia tu la sporcizia! Watch your six!

Da Multiplayer.it

“La domanda che molti si staranno facendo è: “che impatto avrà avuto il setting della prima guerra mondiale sul gameplay tipico della serie?” Un impatto senza dubbio benevolo: il titolo è Battlefield al cento percento, fucili e aerei di legno non hanno per nulla stravolto le meccaniche classiche della serie. Possiamo però dire che DICE ha scelto di rendere il tutto un filo più immediato; la balistica è stata alleggerita, il ritmo è sostenuto: niente a che vedere con la guerra di posizione, insomma. Gli utenti più appassionati di vecchia data potrebbero storcere un po’ il naso, ma senza dubbio questa impostazione meno intransigente funziona alla grande.
È stato fatto un gran lavoro per snellire e rendere ben più intelligibile la progressione del giocatore. Le armi potrebbero sembrare poche se paragonate al numero canonico degli shooter ad ambientazione moderna, ma tutte godono di almeno un paio di varianti che ne cambiano drasticamente l’utilizzo, a tutto vantaggio della specializzazione del ruolo e del proprio stile di gioco . Stessa cosa dicasi per le classi, comprese quelle relative ai mezzi e quelle Elite: gli sviluppatori le hanno disegnate con l’obiettivo del rispetto dei compiti, del giocare di concerto, insomma. I lupi solitari avranno vita difficile senza il supporto della propria squadra. Su tutto spicca il sontuoso level design delle mappe. Sono “solo” nove, ma sono spesso enormi, varie, mai banali e piatte; scoprire ogni singolo anfratto, ognuno dei tanti modi per arrivare alle zone calde, è davvero una bella esperienza. Ne citiamo due: Monte Grappa, probabilmente la più bella del pacchetto, in cui è facile provare le vertigini grazie al dislivello tra il fondo valle e i punti più alti da “scalare” e la foresta di Argonne, un dedalo rigoglioso e contorto, quasi claustrofobico, che fa impallidire per complessità la foresta di Endor vista in Battlefront. E poi c’è la ampia indistruttibilità ambientale, mai così efficace dai tempi di Bad Company, e il meteo dinamico che può stravolgere davvero l’esito di una battaglia. Parlando di modalità di gioco, Operazioni è davvero una bella aggiunta e, più della mastodontica Conquista o di Corsa, riesce davvero a trasmettere il senso del fronte che avanza e della conquista del terreno. Dominio e Deathmatch squadre non aggiungono nulla di nuovo, cosa che fa invece Piccioni di Guerra, una sorta di Cattura la Bandiera rivisitato. Purtroppo, però, rimane qualche problemino di bilanciamento delle armi, con un time to kill difficile da assimilare che può dare il la a situazioni poco piacevoli, senza dimenticare delle hitbox non sempre perfette al cento per cento. Nulla di distruttivo ovviamente, ma impossibile non notare in battaglia queste criticità. Attendiamo, insomma, una patch correttiva.”